Se, al momento di partire per un lungo viaggio,
ne conoscessimo tutte le difficoltà,
molti di noi non partirebbero

L’Inizio

Fu sugli inizi degli anni settanta. Non ricordo con chiarezza la data, era il 1973, quello si, lo ricordo. Ci furono delle persone, uomini e donne, che decisero di dare forma ai loro sogni, trovare il modo corretto per esprimere i loro sentimenti, e riuscire così a sentirsi completi, o perlomeno a provarci, anche se le vere motivazioni forse ognuna di quelle persone le teneva strette a se, senza sbandierarle come il vestito nuovo per la Domenica o come il giocattolo che gli amichetti non hanno. Il volontariato non ha bisogno di giustificazioni o conferme, ma solo di sentimenti, solo e sempre di sentimenti.

Ambulanza 238

Ambulanza 238

Primo soccorso

Una scelta coraggiosa, da veri pionieri. Ricordo che non c’era nulla di simile fra Saronno e Como. Ma questo non disarmò di certo nessuno, anzi. Serate con medici, per capire cosa fare e come farlo una volta sul campo; scelta dei materiali da utilizzare per allestire l’automezzo, come collocarli al meglio per poterli avere sempre a portata di mano; la tenuta della contabilità, del registro del magazzino, il diario degli interventi; il centralino, come prendere la chiamata, le indicazioni necessarie da dare agli equipaggi. Di sicuro non fu semplice, ma pagò.

Inaugurazione dell'ambulanza 501 (2009)

Inaugurazione dell'ambulanza 501 (2009)

Automezzi

Bussando qua e là, arrivò la prima ambulanza: non so più quante persone salirono e scesero da quegli sportelli, ma quel furgoncino (il “238”, pronunciato due-e-trentotto, chi se lo dimentica?) si conquistò la simpatia ed il rispetto di tutti; anni dopo, quando altri mezzi presero il suo posto, per i volontari che avevano avuto modo di impiegarlo in urgenza, rimaneva sempre la “uno”: con piacere ricordo il suo “pensionamento”, rilevato da una neonata associazione di primo soccorso (indovinato il nome ?) del centro Italia.

Il “Ducato”. Forse perchè ormai la società era diventata quella delle immagini, ma il mezzo nuovo, solo a guardarlo, ispirava sicurezza: sarà stato per il suo tetto alto (quanti bernoccoli in meno !) o per quei girofari montati in orizzontale (più di un pilota d’eliambulanza li ha ringraziati, perchè così montati la luce puntava anche verso l’alto), ma la “due” aveva una grinta tutta sua. Anche Lei adesso è in pensione, in bassa Italia: la leggenda vuole che, durante la sua ultima uscita, caricò addirittura un angelo.

La nostra nuova sede

La nostra nuova sede

La Sede

Ancora però non c’era una casa. La sede era la casa del presidente, il suo telefono il centralino. Gli equipaggi reperibili presso le loro abitazioni, o sul posto di lavoro. Altre porte a cui bussare: qualche volta chiuse, qualche volta aperte. A cavallo fra ’80 e ’90, a ridosso l’una all’altra, nuovo automezzo e sede. L’ospitalità fu offerta dalla scuola elementare, a fianco della banda e vicino alla palestra. Una stanza tutta nostra con un centralino, quattro brande, un divano, un tavolo e qualche mobile scompagnato, presi dietro una di quelle solite porte a cui bussare. C’erano anche le linee del telefono, l’urgenza e la segreteria, il magazzino (il “fattur-office” !), la cucina ed i garage. Ma anche un posto dove organizzare incontri, tenere corsi, discutere insieme in assemblea, anche solo passare dieci minuti a scambiare due parole la sera con i ragazzi di turno. Gi equipaggi avevano un posto dove stare, durante il loro turno di servizio, tanto di giorno, se potevano, quanto la notte ed i fine settimana. Forse la novità più importante fu proprio questa. Era un posto dove vivere. Insieme. Era la classica “capanna”. Solo che i cuori, invece che “due” erano qualcuno in più! Ma le novità sembravano rincorrersi, nuove case, ci fu un momento che può definirsi “nomade”: prima in un capannone le cui sorti non erano ancora state decise (dove oggi qualcuno forgia i propri addominali secondo i dettami del Fitness, più di un volontario ha passato mattine chino sui libri di scuola, pronto a mollare tutto allo squillare del telefono), poi in un appartamento di ringhiera in centro paese, nel quale siamo rimasti fino al trasferimento nella sede odierna, presso il centro sportivo comunale.

A Milano al centenario di ANPAS (2004)

A Milano al centenario di ANPAS (2004)

L’ANPAS e Emergenza-Urgenza 118

L’associazione compie un passo importante, verso una realtà nazionale. L’iscrizione all’A.N.P.AS. (Associazione nazionale pubbliche assistenze) dà nuovo slancio, fu come entrare in una famiglia, con fratelli e sorelle pronti a dare consigli, nuovi amici con cui confrontarsi e con cui lavorare. Numero unico di chiamata, anche nella nostra provincia viene attivato il “118”, numero a cui rivolgersi per richiedere soccorso in situazioni di emergenza. Come buona parte delle associazioni della zona, offriamo la nostra disponibilità alla centrale operativa di Como-S.Anna, e le chiamate non tardano certo ad arrivare, fin dal primo giorno.

Obiettori di coscienza&Servizio Civile Volontario

Si cominciò in sordina, con timidezza da entrambe le parti. I nuovi arrivati spesso erano disorientati, non si aspettavano di finire su un ambulanza, e qualche volta non si faceva di certo del nostro meglio per metterli a loro agio. Ad ogni modo l’esperimento sembrò funzionare, e di “O.d.c” ne passarono molti, con le loro storie ed i loro sogni. Qualcuno i sogni ce li lasciò, ed ancora oggi i loro nomi sono fra quelli dei nostri volontari.

La Croce Azzurra ai funerali di Giovanni Paolo II

La Croce Azzurra ai funerali di Giovanni Paolo II

Le iniziative

Ci furono delle situazioni, sempre spiacevoli, purtroppo, che ci hanno visto impegnati in prima persona. L’alluvione del Piemonte, quante divise infangate, il terremoto in centro Italia, raccolti e consegnati generi alimentari e di prima necessità, l’emergenza Kosovo, ancora raccolta e consegna, con alcuni volontari pronti a raggiungere i campi profughi per dare assistenza ed aiuto. E più recentemente i funerali di Papa Giovanni Paolo II e il terremoto a L’Aquila. Non dimentichiamo il servizio di trasporto non urgente per anziani e disabili, organizzato in collaborazione con il comune e l’associazione pensionati. Ma anche momenti di incontro e di allegria. Corsi di primo soccorso alla popolazione, corsi per nuovi volontari; giornate a tema, come castagnate e vendita di stelle di Natale, Feste annuali, croce e delizia di ogni volontario, concerti.

La tradizionale castagnata!

La tradizionale castagnata!

Il quadro è abbastanza completo.
Ciò che vi abbiamo raccontato fino ad ora, altro non sono che alcune piccole storie di persone normali: altre storie, tristi e felici, ci sono state ed altre ancora ne verranno, con il loro bagaglio di umanità curiosità e sentimenti, fino a quando qualcuno, da un letto, da una strada o da una casa alzerà il telefono per chiedere aiuto…
…e tutte queste storie saranno i battiti del mio piccolo Cuore Azzurro.

La Vostra “Croce”

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